mercoledì 22 dicembre 2010

Casa Chiusa

"Agli animali, ai malati, ai prigionieri"
Louis-Ferdinand Céline


dir(s)te vigencia - vergine distancia (appunti per una poetica della distanza)

La poetica della distanza è l'arte dell'indiretto applicata a tutto: a tutti gli aspetti della vita e a tutte le forme d'arte. E' un esperimento lungo: un buon genere - longitudinale - di esercizio etico: dura tutta la vita e permea tutti gli aspetti di essa; dura tutta la vita del mondo e ne permea tutti gli aspetti.


E' una forma di educazione - autoeducazione - al non-toccare direttamente, al non-intervenire direttamente, al non-parlare direttamente, al prendere-le-distanze per puntare su una vicinanza di qualità, prossimità-di-cuori (distanza intima, se si vuole).
Influenza la politica, le leggi di mercato, i rapporti amorosi di tutti i generi, i linguaggi, le arti. Si ferma sulla soglia del dicibile e NON dice - non direttamente: gira intorno. E' l'arte della sottr-azione lungimirante laddove viene provocato lo sterile (e miope) esercizio della presenza che è esercizio dell'azione dialettica - di opposti che si fronteggiano.

Per "esercitare" la poetica della distanza, si abiti l'arte a vene aperte, si viva in-levare facendo cadere (tenendola sospesa) la "nota" più in là; si viva con tutti i sensi (compresi quelli dell'anima) all'erta e si arrivi stanchi e pieni alla fine di una giornata; si "sogni forte" tutta notte tutte le notti.

 

Si ami incondizionatamente senza voler-possedere: oggetti, soggetti.
Li si contempli, li si adori, li si descriva (a tutti e a loro stessi) minuziosamente come a un cieco, li si tocchi come un cieco tocca le cose - come unica forma di conoscenza.
Azione solo come forma di adorazione-conoscenza. E se un oggetto o un soggetto "ci chiama", essere pronti ad agire-adorando-descrivendo: non si possiede se non essendo posseduti dall'oggetto-desiderante-adorato. E laddove "desideriamo" (un oggetto, un soggetto) aspettiamo che questo ci rivolga anche un solo sguardo di "chiamata" prima di iniziare l'azione adorante (sorvegliarsi mentre si passa all'azione).

Si ami tutto, incondizionatamente, cioè senza "interesse" ed esercizio di potere, per conoscere se stessi, per riappropriarsi di sè - del mondo.

La conoscenza è questa straordinaria condanna ad amare tutto. Senza amore non c'è vera conoscenza. Su questo, e sull'impossibilità a raggiungere quella conoscenza-amore, tante barche si sono spezzate (come dice quel poeta) e tante, a ritmi vertiginosi - esponenziali - si spezzano ancora.







Sapete amare la mappa di un punto del mondo come qualcosa che ha da farvi un lungo racconto su voi stessi?




Sapete farvi accendere i pensieri dalla mappa di un punto del mondo come qualcosa che interroga su come risolvere il monopolio o la speculazione sui canali di comunicazione?
Sapete percepire tutti i ponti (più o meno splendidi) che in una giornata si costruiscono e si disintegrano (tempo di vita: la durata di una telefonata a una persona cara) sopra oceani tra un continente e l'altro? Sapete immaginarli e adorarli?
Riuscite a sentire il palpito di tutti i cuori spaventati per una guerra, per ogni genere di violenza; palpito di cuori che ruggiscono per le ingiustizie e le prevaricazioni? Sapete sentire i lamenti di morte e di disperazione di chi non ha, invece, la forza di ruggire? Ne venite tramortiti ogni giorno? Sapete ogni giorno riprendervi perchè avete speranza sulle sorti del mondo?
Sapete amare le sorti dell'essere umano al punto di voler denunciare l'Effimero su cui si reggono i sistemi economici che ricattano il mondo intero con le loro leggi che dichiarano - sedicenti - inalienabili, incontrovertibili, categoriche? Sapete voler rompere il gioco? Sapete volerlo fare con la poetica della distanza?

Sapete tenere un discorso no-stop aprendo tutte le parentesi che il discorso stesso apre: un discorso implosivo e percio' stesso esplosivo? Sapete resistere alla tentazione di dare ordine al discorso? Sapete sottrarvi dall'esercitare potere con il discorso?
Sapete amare le città come corpi da toccare, accarezzare fino in profondità? Sapete destinare loro soltanto gesti di forza adorante, solo dopo che con tutte le loro evocazioni si abbandonano a voi?

Sapete rimanere estasiati e immobili (solo fuori) osservando un bimbo che, giocando a palla, si accorge per la prima volta della sua ombra e in silenziosa concentrazione inizia una strana danza di "studio" che dura quarti d'ora? Sapete voler riproporre, a tutti, all'infinito, una simile estasi?
...
 
Basterebbe qualche altro centinaio di cose come questa per rendere la vita degna di essere vissuta (dice quello scrittore Hi-Fy)
Poetica della distanza per ridurre le distanze. E' distanza dall'azione prevaricante e violenta, ottusa, sbrigativa e arrogante, ricattatoria e castrante. Distanza dal voler possedere a tutti i costi...Distanza dal giudizio e dall'affermazione acerrima e conclusiva.
Vicinanza, sì, e prossimità con il vibrare degli esseri e delle cose. Vibrare che è bellezza, anyway.




La qualità e lo spessore dei rapporti paga sempre, conviene investirci: il tempo del cuore trascorso in conversazioni, corrispondenze, adorazioni, approfondimenti, studi, coinvolgimenti, ansie e ardori sorvegliati, passioni consapevoli,... senza il ricatto della velocità-denaro; è pratica della poetica della distanza.
Poetica, materiale e tecnica dell'arte della distanza.

Sapete amare l'integrità necessaria a ciascuno di noi per entrare nel mondo? Sapete entrare nel mondo coinvolgendovi fino in fondo - con-fondendovi col mondo e ... conservare e difendere la vostra integrità?
Scendere negli abissi delle cose e delle persone, con le cose e le persone, e risalire tutti (cose e persone) vergini alla superficie, lo sapete?

Ponte 0.1 teru-teru - 7 Giugno 2003

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